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San Pancrazio/Mesagne/Erchie: operazione “Lash Cash 2”, tornano in carcere presunti usurai e estorsori

Cronaca

Scritto da il 16 Novembre 2012 - 12:15

Angelo Librato

Gianfranco Mezzolla

Alle prime ore dell’alba i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare emesse dall’ufficio del G.I.P. del Tribunale di Lecce – dott.ssa Cinzia VERGINE, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce sost. Proc. Dott. Alberto SANTACATTERINA.

Con l’accusa di usura ed estorsione continuata, in concorso e aggravate, sia dal rilevante danno economico, che dall’aver approfittato dello stato di bisogno della vittima e poiché erano in danno di attività imprenditoriale, sono finiti in carcere Gianfranco Mezzolla, di 45 anni, di San Pancrazio, e Angelo Librato, 32 anni, di Mesagne.

I due erano già stati arrestati in data 1 ottobre, a seguito di “decreto di fermo del P.M.” emesso dalla Procura della Repubblica di Brindisi, sost. proc. Dott. Marco D’AGOSTINO, nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “LAST CASH”. Successivamente all’esecuzione dei fermi, poi tramutati in ordinanza di custdia cautelare in carcere dall’Ufficio del G.I.P. di Brindisi, i due fermati erano stati rimessi in libertà dal Tribunale del Riesame, a causa di un vizio di forma, lo scorso 16 ottobre 2012.

Dopo le nuove ordinanze di custodia cautelare, questa mattina i due sono stati raggiunti nelle rispettive abitazioni e tradotti nella casa circondariale di Lecce a disposizione della A.G. e in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

L’attività investigativa era originata dalla denuncia di un imprenditore di Erchie che, a seguito di alcune difficoltà economiche, dopo aver ricevuto denaro a interessi usurari pare avesse subito da entrambi i soggetti numerosi episodi estorsivi.

Dall’esame delle indagini è stato riscontrato che i due arrestati si erano avvalsi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. (Associazione di tipo mafioso), sfruttando il potere intimidatorio derivante dalla parentela vantata da LIBRATO, il quale si presentava alle vittime quale cognato di CAMPANA Francesco, ritenuto capo e promotore dell’associazione di tipo mafioso “Sacra Corona Unita”.

Inoltre in alcune occasioni il Librato avrebbe riferito alle vittime di poter garantire loro protezione da parte di altri pregiudicati ovvero minacciandoli di riferire ad altri affiliati al sodalizio mafioso della loro “scarsa collaborazione” lasciando intendere che se non avessero ottemperato alle sue richiesta vi sarebbero state sicure ritorsioni.

Per le vittime sono state già avviate le pratiche relative all’accesso al Fondo Vittime di Usura con la preziosa collaborazione della Associazione Antiracket di Francavilla Fontana.

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