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Oria: la manifestazione del 30, al quattro giorno di tendopoli

Cronaca

Scritto da il 31 Marzo 2011 - 0:06

Si è tenuta oggi nei pressi del rondò di via Manduria la manifestazione sull’emergenza profughi organizzata da Angelo Lippolis e varie associazioni locali tra cui la Fabbrica di Nichi e Spazio Libero. Erano presenti circa un centinaio di persone tra cui gente solidale verso gli ospiti del centro, persone che hanno paura per le conseguenze di quest’esodo verso la nostra città, politici e semplici curiosi.

Si tratta di un incontro per parlare della questione dell’ampliamento della tendopoli, una situazione che potrebbe sfuggire completamente di mano con l’arrivo di nuovi profughi nei prossimi giorni. Da ieri sono in atto i lavori che portano l’acquedotto nel campo, una rete che potrebbe distribuire acqua fino a 10.000 abitanti; non si vuole arrivare ad avere un numero così elevato di persone – afferma Angelo Lippolis. Inoltre sottolinea, come l’accoglienza e il dare una dignità a queste persone sia un aspetto che deve contraddistinguere i cittadini di Oria.

Parla Gino Stasi della Onlus “Medicina Democratica”-L’igiene e la sanità, già precaria ora, potrebbe aggravarsi nei prossimi mesi con l’arrivo della stagione più calda – e ancora- perchè non usare i beni confiscati nel corso degli anni alle organizzazioni criminali per fornire ai rifugiati una degna sistemazione temporanea.

Ma le domande che vengono spontanee ai manifestanti sono sempre le stesse, e cioè dove sono le istituzioni? Perchè hanno destinato due paesi a diventare la nuova Lampedusa?

In soli 48 ore si è voluto costruire una tendopoli in mezzo alla terra, spendendo decine di migliaia di euro – ci spiega Robero Schifone, presidente dell’oratorio Sing – la Caritas Regionale può mettere a disposizione 2500 posti per accogliere gli immigrati. Siamo solidali con queste persone, diamo vestiti e cibo. Non è gente che vuole togliere il lavoro agli italiani, ma vogliono andare lontano da qui, magari in Francia. Sicuramente tra loro ci sarà il delinquente, ed è qui che entrano in gioco le forze dell’ordine che devono operare uno screaning all’interno del campo. Ma sopratutto è gente che è portatrice di diritti, e loro lo devono sapere.

Su scelta, sbagliata o no di Lippolis si è vietato di non riproporre il discorso fatto due giorni fa dei candidati sindaci alle prossime comunali di Oria. Ma nonostante ciò non mancano le polemiche. Che parlino o meno i nostri politici nulla potrà cambiare in quel campo.

Torniamo un attimo indietro fino a quel 26 marzo, giorno in cui veniva montata una tendopoli pronta a contenere, non si sa ancora quanti profughi provenienti da Lampedusa. Si lavora notte e giorno. Nella mattinata del 27 vediamo decine di pullman pieni di profughi fare su e giù dal porto di Taranto fino a quel campo che non si sa ancora come chiamarlo. Centro d’identificazione e di espulsione o Centro d’accoglienza e identificazione? Scopriremo poi si opterà per la seconda. Passano poche ore e già qualcuno fugge oltrepassando la recinzione, alta appena due metri. Destinazione, per la maggior parte, stazione di Oria. Scatta la caccia all’immigrato, la paura incombe nei cittadini, nascono le ronde. Parlando con loro poi ci si accorge che non vogliono altro che indicazioni, orari dei treni e come arrivare Ventimiglia, Milano, Torino. Hanno bisogno di vestiti di ricambio e così scatta la solidarietà di chi magari tre giorni primi puntava il dito contro questa gente. Qualcuno porta qualche suo vecchio giubbotto, chi dell’acqua, chi dei panini e c’è chi ha solo detto “buona fortuna ragazzi”

Oria: la manifestazione del 30, al quattro giorno di tendopoli

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