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Oria Basket vs Torre Spurs le pagelle

Sport

Scritto da il 12 Novembre 2010 - 16:51

Le squadre si presentano alla palla a due a ranghi completi per quanto riguarda i biancoazzurri federiciani.I giallo blu, invece, segnano l’assenza di due uomini.
I Nostri scendono in campo con Savini in cabina di regia, Antonini guardia, Sagace e Pozzessere ali e Labellarte centro.
Coach Carone mischia le carte rispetto alla sconfitta contro i Grottangeles Lakers, alla ricerca della line up migliore, e il risultato finale dimostra quanta abilità e competenza guidino il seppur giovane coach.
Questa sera coach Carone era coadiuvato dal suo 1st Assistant coach Antonio Baldari, che ha fornito un vitale apporto a questa bella serata per il roster oritano. Sicuramente la crescita dello staff tecnico non ha portato che vantaggi alla società brindisina, che sempre più si candida a “modello d’eccellenza” del campionato.
Non c’è che dire, il Presidente Titti Filotico ha voluto fare le cose per bene questa stagione, dopo aver mietuto successi col settore giovanile e col minibasket.

Veniamo alla cronaca.
La partita si dimostra subito per quello che è: una sfida tra Apollo Creed e Rocky Balboa. Lo sfidante semisconosciuto che sin da subito dimostra quanta voglia di fare bene e quanta classe abbia. Le squadre si contendono la supremazia a suon di penetrazioni e bombe dalla distanza. Alle penetrazioni di Savini e di Sagace, rispondono i torresi, garantendo spettacolo al pubblico. Sono ben poche le gambe piegate, questa sera, nel pubblico. Sono sempre in piedi, infatti, i tifosi, visto il susseguirsi di azioni spettacolari in entrambe le metà campo. Coach Carone, già dopo 4 minuti, ha cominciato la girandola delle sostituzioni. Totale è la fiducia nei suoi uomini. Non ci sono titolari e riserve, ma 12 titolari che garantiranno record nei bench points durante la regular season. Durante la serata il coach ha addirittura sperimentato il cambio del quintetto in toto, al fine di penetrare al meglio i segreti di questo roster che è si competitivo, ma che necessita ancora di una sua identità. Coach Carone è seduto alla guida di una Ferrari, deve solo capire dove sono le chiavi!
La gara vede nella parte centrale l’allungo dell’Oria, che si porta sul più 15 senza nemmeno accorgersene. Giocano in scioltezza i nostri, mettendo in pratica alla perfezione gli schemi di coach Carone, ed annullando gli attacchi degli avversari. I San Susanna Spurs provano ad alternare la difesa a uomo, alla zona, alla box one, ma Carone e Baldari trovano sempre la chiave per scardinare ogni loro velleità difensiva.
Nell’ultima parte il distacco si riduce, fino ad un preoccupante 45 pari, dovuto alla poca lucidità dimostrata dai play, sicuramente a causa della preparazione ancora in alto mare (ricordiamo che i San Susanna Spurs sono alla loro sesta giornata, mentre i nostri sono a due mesi dalla prima gara di campionato).

E’ qui che coach Carone dimostra tutta la sua abilità, comprendendo lo stato di difficoltà dei suoi due registi, togliendoli e lanciando in cabina di regia Antonini, che torna così al suo ruolo originale (ricordiamo che Coach Carone lo ha “trasformato” in una guardia, con notevoli risultati). L’Oria tiene botta fino alla fine, portandosi sul 47 a 49 a 3 secondi dalla fine. Torre sbaglia un tiro allo scadere e l’Oria porta a casa una vittoria che fa morale, oltre che dimostrare le enormi potenzialità dei biancoazzurri oritani. Sarà un campionato, il loro, che li vedrà protagonisti, non ci sono dubbi.

Le pagelle.

Sartorio: 5,5 Chiude il match con 0 punti. Se non fosse per i 3 rimbalzi catturati in difesa, la sua performance sarebbe stata invisibile. Uno zero su quattro che si giustifica solo con la scarsa preparazione atletica (è appena arrivato dal campionato irlandese, diamogli il tempo di mettersi in pari col gruppo). Può dare tanto a questa squadra.
Lascia il campo in anticipo per un leggero infortunio. Rimandato.

Savini: 8 Guardi i San Susanna Spurs, vedi un lungo di 2 metri e 10 e pensi “si lotterà sotto le plance”. Lo pensa anche Savini, ed è per questo che si fionda su ogni tiro che rimbalza sul ferro, impreziosendo così la sua prestazione con 4 rimbalzi, egualmente divisi tra attacco e difesa. Ciliegina sulla torta 2 assist. Chiude con un 11 di valutazione. Mette il freno alla squadra quando serve, da vero leader.In crescita.

Antonini:7,5 Evidentemente è la serata dei rimbalzisti impossibili. Anche per lui 4 rimbalzi e 3 palle recuperate (clone di Savini). Si doscosta per il numero di assist, uno in meno. Importante per dare il cambio ai due play quando ne hanno bisogno, lotta e combatte come un leone. Jolly.

Labellarte:8 8 rimbalzi, 3 palle recuperate, 1 assist e 10 punti. Guardi lo scout e pensi che meriterebbe un bel 9 pieno. A vedere la partita lo vedi soffrire i lunghi avversari e sbagliare le cose semplici (sicuramente per la leggerezza con cui affronta la seconda metà dell’incontro, dovuta alla facilità con cui si rende padrone del pitturato). Dovrebbe far pesare i chili in più, invece si dimostra fin troppo gentile ed educato con gli avversari. Vogliamo più sportellate e meno convenevoli.

Sagace Giu.:8 Un bel 13 di valutazione per la longa manus di coach Carone in campo. 8 punti e 5 rimbalzi per un’ala che è anche guardia all’occorrenza. Gestisce i compagni quando perdono la testa in campo e si fa trovare freddo negli ultimi secondi del match quando a qualcuno tremano un pò le gambe. Una certezza granitica.

Sagace Gia.:6 Il suo 5 di valutazione è inspiegabile per coach Carone. La metà delle sue urla sono per lui, questa sera. Sicuramente un balzo avanti rispetto al match passato, ma ancora lontano dai fasti di un tempo. A sua dicolpa, il viaggio da Roma del pomeriggio. Frastornato.

Pozzessere: 7,5 La partita arriva sul punto a punto, coach Carone predica calma e lui, con calma, piazza due triple consecutive che gli strappano finalmente il sorriso. Attira su di se le mani degli avversari, provocando 4 falli. 11 punti e 3 rimbalzi. Nascosto tra le pieghe della partita per quasi tutto il tempo, esce dal letargo giusto per azzannare alla giugulare la gara. L’odore del sangue lo eccita. Squalo.

Dell’Aquila: 7 Segna si 1 solo punto, ma sputa il sangue in campo come un gladiatore romano nell’arena. 3 rimbalzi, 2 assist ed un fallo subito. Tanta sostanza pe run giocatore che si porta da casa una bella dose di pepe, che dissemina durante tutto l’incontro evitando che i compagni si addormentino. Tiene gli esterni avversari sempre sul “chi va là” , le sue mani sono tentacoli che non danno tregua. Piovra incazzata.

De Nuzzo: 6,5 La gara finisce e te lo ritrovi incazzato nero per la sua prestazione. Sminuisce le sportellate date e ricevute nel pitturato. Sporca ogni rimbalzo e lotta con lunghi anche 30 centimetri più alti di lui, strappando coi denti 2 soli rimbalzi e recuperando un pallone. 4 punti per una sufficenza piena. Dovrebbe avere più fiducia nei suoi mezzi. Modesto.

Antonini: 7 Un tiro da tre tentato e realizzato. Un tiro da due tentato e sbagliato. Gli anonimi numeri vengono compensati dal cuore con cui pressa, rispondendo alle urla di coach Carone. Sarà perchè gioca dal lato della panchina, ma obbedisce prontamente ad ogni direttiva. Soldato.

Fantucci: 7 Se credete che giocare due minuti soltanto, entrando e facendosi trovare pronto sia cosa facile, vi sbagliate. Osserva attentamente la gara dalla panca, ed una volta entrato si infila lì nel buco che sistematicamente lasciano gli avversari. E’ l’unico a farlo, e con un dai e vai da manuale impreziosisce la sua occasione con un canestro tra i lunghi gialloblu. Svizzero.

Carone: 7 Raccoglie il guanto della sfida lanciatogli da una squadra due categorie superiori. In più con le gambe che girano a mille. Studia le mosse giuste e trova interpreti superbi della trama che ha tessuto finemente. Ad una superba regia, aggiunge una fugace apparizione sul parquet, mettendo due punti facili dopo un pick & roll da manuale. I San Susanna Spurs restano intrappolati nella sue rete. Ragno.

comunicato ORIA BASKET

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