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“Manduria in Movimento” sulla questione immigrati

Cronaca

Scritto da il 28 Marzo 2011 - 20:05

RISPETTIAMO I DIRITTI DI TUTTI: SOLIDARIETA’ AI MIGRANTI, SICUREZZA AI MANDURIANI

Ancora una volta Manduria è sulle prime pagine di giornali e telegiornali.
Ancora una volta dobbiamo fare tutto, tranne che rallegrarcene!
Il nostro territorio è stato “scelto”, dalla mattina alla sera, dal Ministero degli Interni come sito in cui dislocare migliaia di poveri migranti, gli stessi che nelle ultime settimane hanno preso d’assalto l’isola di Lampedusa.
Questo “strategia” è stata adottata a poche settimane dall’inizio della stagione turistica estiva, rischiando di comprometterne in modo determinante la riuscita.

A detta di tutti i governanti (nazionali e regionali), gli stessi che ora si recano in processione alla “tendopoli”, abbiamo “il dovere” di essere solidali, senza ricevere in cambio garanzie concrete sulle condizioni dei migranti e sulla sicurezza dell’intera popolazione.
Noi tutti ben ricordiamo, quando appena una settimana fa la rivolta dei cittadini di Lampedusa impediva che si piantassero lì le tende, il nostro Governatore Vendola, in un impeto di solidarietà, proclamava: “le tende non saranno allestite in Puglia” (…?)
A pensarci bene, forse aveva ragione. Manduria non è Puglia, non è Italia, non è niente! E’ da sempre abbandonata a sé stessa, da politici di tutti i colori che vengono qui solo a raccogliere voti, mentre ora vi sono trascinati da eventi più grandi di loro.
Siamo una colonia, e come tale ci trattano. Si dovevano fare le strade, la Bradanico-Salentina e la Francavilla- Mare (o almeno una delle due) per consentire ai turisti di raggiungere agevolmente le nostre spiagge, e dotare le nostre imprese di adeguate infrastrutture.

Qualcuno ha poi destinato i soldi da qualche altra parte, come ben sanno i rappresentanti delle istituzioni provinciali e regionali. Si doveva portare la rete idrica e fognaria alle aree marine, invece intendono regalarci un depuratore con scarico in mare, che aggiungerebbe liquami a liquami decretando la morte della costa Manduriana.

Ma quando si parla di solidarietà, allora pare siano tutti d’accordo. Come una folgorazione sulla via Damasco ci si ricorda che a Manduria esiste un campo d’aviazione abbandonato, che fa al caso nostro, o meglio, loro. Quale posto migliore per costruire in tutta fretta una pseudo tendopoli, destinata a diventare un “campo di concentramento”, dove si pretende che migliaia di giovani disperati, arrabbiati, maltrattati in patria, ammassati e affamati sui barconi e poi sulle spiagge di un’isola sperduta nel Mediterraneo, rimangano tranquilli senza muoversi aspettando che Maroni, Frattini, e l’Europa decidano come, quando e se rispedirli a casa.
Purtroppo, finché continueremo a mugugnare senza reagire, le cose non cambieranno, come questa triste vicenda dei migranti ci insegna.

Il manduriano vuole e deve essere solidale, ma crediamo spetti innanzitutto a chi in Italia ha ed ha avuto maggiori risorse in termini di servizi e di ricchezza, e non ad una realtà che ha poco per sé e ancor meno da offrire ad altri.

Dobbiamo chiederci perché sia stata scelta proprio Manduria. L’unica risposta plausibile che riusciamo a trovare non piace e non conforta: nessun consigliere regionale, nessun deputato o senatore è espressione diretta della nostra città. Nessuno tra coloro che decidono o indirizzano le decisioni ha con noi un rapporto diretto. E costoro, dovendo scegliere, promuovono sì solidarietà, ma a casa degli altri!

Se vogliamo che le cose cambino, ricordiamocene la prossima volta…

LE RAGAZZE E I RAGAZZI DI MANDURIA IN MOVIMENTO

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