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Ilva/Taranto: i custodi bocciano il piano dell’azienda, domani decidono i pm

Dall'Italia e dal mondo

Scritto da il 20 Settembre 2012 - 19:57

Ilva di Taranto

L’Ilva di Taranto (Foto Mafe da Flickr)

(di Paolo Melchiorre) (ANSA) – TARANTO, 20 SET – Una bocciatura sostanziale, condensata in un documento consegnato nel primissimo pomeriggio al procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e ai pm che si occupano dell’inchiesta per disastro ambientale a carico dell’Ilva. Il ‘Piano di investimenti immediatì consegnato venerdì scorso dal presidente dell’azienda, Bruno Ferrante, non è piaciuto agli ingegneri-custodi giudiziari Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento.

Ora sarà la Procura a decidere che cosa fare, e la risposta potrebbe arrivare già domani. Una bocciatura che si è andata profilando in poche ore e oggi sancita. Il piano consegnato dall’azienda prevede un impegno finanziario di 400 milioni di euro, 146 dei quali già impegnati per interventi in corso o programmati. Troppo poco – è apparso subito anche agli occhi della Procura – rispetto alla direttiva consegnata poche ore prima, la sera del 17 settembre, dai custodi giudiziari all’azienda, nella quale si indicavano dettagliatamente tutti gli interventi da eseguire per risanare l’area a caldo del Siderurgico.

Tra il piano dell’Ilva e le disposizioni dei custodi ci sono discrasie notevoli in termini di quantità di interventi, e forse anche di qualità; tutto questo determina anche una differenza sin troppo evidente tra l’entità degli investimenti annunciati dall’azienda e quelli che servirebbero per far fronte a tutte le disposizioni date dagli ingegneri-custodi.

Di per sé la sola ipotesi di copertura dei parchi minerali, che l’azienda sembra aver accettato tanto da affidare uno studio di fattibilità al gruppo Paul Wurth i cui tecnici hanno compiuto proprio ieri un sopralluogo all’Ilva, prevedrebbe un costo di realizzazione ben maggiore degli investimenti fino ad ora annunciati.

Già domani la Procura potrebbe ufficializzare il parere sul piano elaborato dall’azienda siderurgica. I magistrati devono anche dare una risposta all’istanza allegata al piano dal presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, con la quale si chiede sostanzialmente di conservare una minima capacità produttiva per consentire di proseguire negli investimenti di risanamento ambientale. Ma su entrambi i fronti appare difficile che la Procura dica di sì.

Del resto non più tardi di sabato scorso il procuratore Sebastio aveva diffuso una nota nella quale si diceva con estrema chiarezza che all’azienda è inibita qualsiasi attività produttiva, nel solco di quanto scritto dal gip Patrizia Todisco nel decreto di sequestro degli impianti e ribadito dal tribunale del Riesame, pur inserendo la necessità della «salvaguardia degli impianti». Oggi i membri della Commissione incaricata di redigere la nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per l’Ilva hanno compiuto un sopralluogo sugli impianti dell’area a caldo sequestrati. La procedura, secondo quanto riferito più volte dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, dovrebbe concludersi a fine mese, per poi passare a metà ottobre alla Conferenza dei servizi. Strade parallele, quella della nuova Aia e quella del risanamento indicato nell’ambito dell’inchiesta penale, che continuano a viaggiare parallele senza incrociarsi. (ANSA).

Ilva/Taranto: i custodi bocciano il piano dell’azienda, domani decidono i pm

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