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Francavilla F.: dettagli sui vigili arrestati. L’importanza di denunciare

Cronaca

Scritto da il 2 Settembre 2014 - 12:18

Le indagini sono partite grazie alla denuncia di un imprenditore.

Una veduta del Castello di Francavilla Fontana

Una veduta di Francavilla Fontana

Con l’accusa di concussione aggravata in concorso, commessa mediante abuso dei poteri, alle prime luci dell’alba di oggi sono finiti in manette due agenti della Polizia Municipale di Francavilla Fontana. Si tratta di Cristofaro Capobianco, di 46 anni, e Giuseppe Geronimo, di 47 anni, ora reclusi in regime di arresti domiciliari.

L’arresto eseguito dai carabinieri è stato disposto con provvedimento emesso dal Gip di Brindisi a conclusione di un’articolata attività investigativa, condotta dal personale dell’aliquota Operativa della Compagnia di Francavilla Fontana.

L’indagine – nata dalla denuncia ai Carabinieri di un imprenditore che sarebbe stato portato all’esasperazione dagli indagati – avrebbe dimostrato come i due agenti di polizia municipale, nel corso di finti controlli amministrativi, paventando presunte ed inesistenti irregolarità e prospettando l’ipotesi del sequestro dell’attività commerciale, costringevano i gestori a versare o promettere loro, delle somme di denaro, che avrebbero successivamente ritirato.

Al termine dell’attività investigativa sarebbe stato possibile dimostrare le modalità iniziali con cui veniva contatta la vittima e “la finezza dell’agire degli indagati” i quali, non formulando alcuna richiesta iniziale, preparavano il terreno nel quale “mettere a dimora l’azione concussiva” che avveniva, in un secondo momento, con dirette ed esplicite richieste di denaro. Inoltre, il contatto con la vittima era strumentale per il suo asservimento in quanto la parte offesa veniva indotta anche alla futura consegna di denaro, nel caso di avviamento di nuove attività commerciali.

Particolare rilevante è la contestazione del reato di “concussione consumata”, sebbene non si sia verificata la materiale consegna del denaro promesso. Come specificato nel provvedimento restrittivo, infatti, la consumazione del reato è avvenuta al momento dell’accettazione della promessa di denaro.

Le perquisizioni effettuate stamattina presso gli uffici e le abitazioni degli interessati hanno permesso il rinvenimento di documentazione interessante ai fini del prosieguo delle indagini.

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