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Film tra Oria e Manduria: si girerà “Verità Nascoste”, storia vera del rapimento Fusco

Cultura, Curiosità

Scritto da il 4 novembre 2015 - 16:23

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Un sopralluogo a Oria

La storia realmente accaduta di Anna Maria Fusco, la giovane figlia di un ricco imprenditore del vino di Manduria, che fu rapita nel 1983 e venne liberata dopo duecento giorni di prigionìa, diventerà un film le cui riprese saranno effettuate a partire da aprile 2016 soprattutto tra Oria e Manduria.

A lavorare alla pellicola sono il noto produttore cinematografico Raffaello Saragò e il regista Gianluca Della Monica, che sulla base di quanto raccontato dalla stessa Fusco nel libro autobiografico “Verità nascoste”, stanno procedendo alla stesura della sceneggiatura dell’omonimo film.

Il progetto ideato nel 2014, quando fu presentato il libro-testimonianza, sta prendendo sempre più forma.

Nei giorni scorsi sono stati effettuati vari sopralluoghi nelle campagne e nei centri abitati di Oria e Manduria, che hanno consentito di individuare alcune location che potrebbero essere idonee a raccontare quello che accadde ben trentadue anni fa: una storia che sconvolse l’Italia, poco nota ai più giovani.

Quello in corso è un duro lavoro di ricerca e ricostruzione, che gode del supporto di vari collaboratori locali, tra i quali il giovane e caparbio attore oritano Antonio Patisso, che si sta perfezionando presso l’Act Campus di Roma.

Nel corso delle riprese saranno coinvolte anche associazioni locali e appassionati di auto d’epoca, per ricreare scenari fedeli al 1983.

La storia del rapimento di Anna Maria Fusco

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 19 novembre 1983

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 19 novembre 1983

Aveva ventuno anni Anna Maria Fusco quando fu sequestrata da tre banditi alle otto di mattina di venerdì 18 novembre 1983, mentre a bordo della sua Alfasud si recava nella scuola elementare di San Pietro in Bevagna, dove faceva la maestra.

I rapitori in prossimità di una curva tamponarono l’ auto della figlia dell’imprenditore Antonio Fusco con un’Alfetta. Quando lei si fermò per capire cosa fosse accaduto, con un’azione fulminea la prelevarono con la forza e spinsero la sua auto sul ciglio della carreggiata e poi ripartirono con l’ ostaggio. Il tutto fu notato da alcuni passanti che diedero l’allarme.

I sequestratori già dopo poche decine di minuti si fecero vivi per chiedere un riscatto di quattro miliardi (all’epoca non c’era il blocco dei beni delle famiglie dei sequestrati).

Le trattative con il padre, Antonio, furono lunghe e complesse. Passarono mesi e dopo che Anna Maria in una lettera annunciò alla famiglia la volontà dei rapitori di ucciderla, anche a causa del coinvolgimento delle forze dell’ordine, vi fu il pagamento di un importante riscatto.

La giovane donna, che nel frattempo aveva compiuto 22 anni, fu liberata il 6 giugno 1984, nei pressi della stazione ferroviaria di Candela (Foggia). I rapitori le diedero alcuni gettoni per telefonare, con i quali Anna Maria chiamò a casa e in lacrime disse: “Sono libera, venitemi a prendere”.

Film tra Oria e Manduria: si girerà “Verità Nascoste”, storia vera del rapimento Fusco

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