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Brindisi: si cerca un uomo esperto in elettronica, tra i 50 e i 60 anni di età

Cronaca

Scritto da il 20 Maggio 2012 - 20:28

Il chiosco con la videocamera, di fronte al luogo dell'esplosione - © Oria.info Riproduzione Vietata

(ANSA) – Venticinque minuti prima dalle 8 di sabato mattina il killer è già lì, pronto a fare strage di Melissa e delle altre studentesse: le vede arrivare, le vede camminare verso la bomba, le vede saltare in aria. Poi si volta e se ne va.

L’uomo che ha fatto tornare l’incubo della strategia della tensione con l’attentato davanti alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, non è più così misterioso, anche se non è stato ancora identificato. Il video che ha fornito agli investigatori la chiave per inquadrare un gesto comunque ancora senza movente lo fornisce una telecamera che probabilmente il killer non sospettava di trovare: quella installata su un chiosco che vende bibite, panini e giornali a meno di 20 metri dall’ingresso della scuola. Proprio di fronte al cancello principale. Un chiosco senza pretese e che però potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini: la piccola telecamera montata all’angolo più vicino all’istituto e rivolta verso l’altro lato della strada, registra infatti immagini che durano abbastanza per fornire quegli elementi che il procuratore capo di Brindisi Marco Dinapoli definisce «significativi». Elementi che consentono di «non lavorare più al buio». Soprattutto, registra l’intero minuto che trascorre dall’attivazione dell’ordigno, con un comando a distanza, all’esplosione: sessanta secondi pieni di dettagli.

Sulla destra il luogo dell'esplosione (freccia verde) sulla sinistra il chiosco (frreccia rossa) - © Oria.info Riproduzione Vietata

In quelle immagini c’è un uomo. Un adulto bianco, molto probabilmente un italiano che potrebbe avere tra i 50 e i 60 anni. Vestito come un tipo qualunque: giacca scura, pantaloni chiari e scarpe da ginnastica. Non

Il luogo dell'esplosione - © Oria.info Riproduzione Vietata

sono ancora le 7.40 e lui è già li. Il cassonetto «armato» con la bomba è già dall’altra parte della strada, pronto ad esplodere. Portato, sembrerebbe, poco prima delle 3 di notte. Gli investigatori stanno lavorando anche su quest’aspetto perché‚ la donna che ha raccontato di aver visto qualcuno proprio attorno a quell’ora, non avrebbe riconosciuto la persona nel video come la stessa che si sarebbe mossa verso la scuola di notte con il cassonetto.

È probabile, ed è questa l’ipotesi che prevale tra gli inquirenti, che il testimone abbia avuto difficoltà a ricordare i dettagli di una persona vista in piena notte e per pochi secondi, ma non possono escludere che il killer possa aver avuto un complice. O più d’uno. Resta il fatto che, alle 7.40, il cinquantenne è pronto a mettere in pratica il suo piano di morte. Nel video si vede l’uomo appoggiato al muro, sul lato del chiosco più lontano dalla scuola, armeggiare con una specie di telecomando: è il meccanismo che attiva l’ordigno.

Un pezzo di bombola finito nel cortile dietro al chiosco - © Oria.info Riproduzione Vietata

Si tratta, ha spiegato Dinapoli, di un congegno volumetrico, uno di quelli che una volta attivato si innesca al passaggio delle persone. «È qualcuno – afferma Dinapoli – che conosce l’elettronica. Il congegno non è particolarmente complesso, ma è di difficile fattura per chiunque sia a digiuno di nozioni di elettronica». L’uomo dunque sa bene che, attivando l’innesco volumetrico, chi per primo passerà davanti a quel cassonetto, farà scoppiare la bomba. E la sua volontà di seminare terrore è così evidente che non si allontana dopo aver premuto il pulsante, ma aspetta il botto. Che arriva poco dopo: l’onda d’urto scuote la telecamera, che registra immagini mosse. Riesce però a riprendere chiaramente un frammento di bombola che passa vicino al killer e quasi lo colpisce. La strage è compiuta. E mentre dall’altra parte della strada le urla di dolore delle ragazze lacerano il silenzio della mattina, l’uomo si gira e se ne va.

Ora si guardano i filmati di altre telecamere: si spera dicano quando e da dove è arrivato, e dove è poi andato. (Testo degli inviati Matteo Guidelli e Paolo Melchiorre dell’ ANSA – Foto Claudio Matarrelli per Oria.info e Mesagne.me).

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